instagrampinteresttelegram-plane

Pasqua 2026 in Europa: 3 mercatini pasquali instagrammabili (e i trucchi per fotografarli)

Diciamocelo: dopo tre mesi di grigio, pioggia e feed invasi da gente che scia, abbiamo tutti un disperato bisogno di luce. Ma quella vera, quella che ti scalda il viso mentre cerchi di non far cadere l’obiettivo in un canale.

Organizzare un viaggio per vedere i mercatini di Pasqua 2026 significa riscoprire una tradizione antica; i mercatini di Pasqua in Europa sono un tripudio di colori pastello, uova dipinte che sembrano gioielli e piazze che, per una volta, non puzzano di vin brulé e folla isterica. Se cerchi posti instagrammabili che non siano i soliti cliché, devi sapere dove guardare.

Mercatini di Pasqua a Praga: la geometria delle uova kraslice

Tutti vanno a Praga a Pasqua. È un dato di fatto. E tutti finiscono per fotografare l’Orologio Astronomico. Ma se ti sposti di dieci metri e punti l’obiettivo sulle casette di legno dei mercatini della Città Vecchia (Staroměstské náměstí), la musica cambia. La tradizione qui è seria: si chiamano kraslice, sono uova svuotate e dipinte a mano con una precisione che fa sembrare un chirurgo un dilettante.

Il trucco per un contenuto che spacca? Dimentica il grandangolo. Vai di macro. Avvicinati a quei cesti pieni di uova decorate con la cera o la paglia. C’è una geometria pazzesca in quei pattern tradizionali e poi ci sono i rami di salice intrecciati, i pomlázka, con i nastri colorati che sventolano. Aspetta il momento in cui il sole batte sui nastri di seta, hai lo scatto.

Attraversa il ponte e vai a Kampa, se ci arrivi verso le 17.00, la luce colpisce l’acqua del canale e riflette le casette di legno proprio mentre le luci del ponte si accendono. È il momento perfetto per un Reel atmosferico che non ha bisogno di musica. Lì il mercatino è più piccolo, più intimo, circondato dai canali. È meno “Disney” e molto più autentico. Le ombre dei palazzi barocchi che si allungano sulle bancarelle di legno creano un contrasto che a Praga non batte nessuno.

Vienna a Pasqua: tra il set di Schönbrunn e l’anima del Freyung

Vienna a Pasqua è un’esperienza quasi mistica per chi ama l’ordine. Se vai alla Reggia di Schönbrunn, ti trovi davanti a un set fotografico già pronto. Il castello giallo imperiale sullo sfondo, le file simmetriche di banchi, le uova giganti che sembrano messe lì apposta per farti fare il Reel perfetto.

Se vuoi qualcosa di più vero, devi andare alla Freyung. È una piazza antica, stretta tra palazzi nobiliari, dove si monta il mercato delle uova più grande d’Europa. Qui la sfida è la luce: la piazza è chiusa, le ombre sono nette. È il posto perfetto per giocare con i contrasti, per inquadrare la folla dall’alto dei gradini di una chiesa o per catturare il vapore che sale dalle tazze di zuppa calda mentre qualcuno sceglie un uovo di quaglia dipinto.

Colmar e l’Alsazia: il borgo più instagrammabile d’Europa a Pasqua

Se Praga è storia e Vienna è eleganza, Colmar è… beh, Colmar è un delirio di decorazioni. Gli alsaziani hanno questo vizio di non lasciare un centimetro quadrato libero. A Pasqua, ogni davanzale, ogni porta, ogni ponte viene invaso da coniglietti, nidi, fiori freschi e uova sospese. Per chi ama fotografare è il paradiso.

Il quartiere della Petite Venise è il punto dove tutti si accalcano. E hanno ragione, ma il trucco qui è arrivare all’alba quando la città dorme, Colmar è minuscola e si riempie in un attimo. Se non sei sul ponte prima delle 8:30, scorderai di fare uno scatto pulito. Consideralo il tuo allenamento mattutino. Colmar è un filtro Instagram vivente.

E poi ci sono i dettagli dei cortili. Non aver paura di infilare il naso nei portoni aperti. Spesso trovi allestimenti pasquali privati che sono splendidi e unici. È quella ricerca della bellezza quotidiana che rende l’Alsazia così speciale da pubblicare.

Le date ideali per regalarsi un weekend fuori porta alla scoperta dei mercatini pasquali

Per incastrare il giro perfetto segnati bene il calendario: nel 2026 la Domenica di Pasqua cade il 5 aprile. I mercatini di Praga e Vienna iniziano a colorarsi già verso il 21 marzo, regalandoti due settimane piene per scattare prima del delirio festivo, mentre in Alsazia le decorazioni e i mercati locali prendono vita tra il 26 marzo e il 13 aprile.

Oltre i mercatini: i posti più belli per fotografare la fioritura in Europa

Il problema dei mercatini è che a un certo punto ti saturano. A Praga, quella boccata d’ossigeno si chiama collina di Petřín. Mentre tutti sono giù a spintonarsi per un trdelník, tu sali tra i mandorli e i ciliegi in fiore. La vista sulla città con le torri che spuntano tra i rami fioriti è la quintessenza della primavera.

A Vienna, invece, vai al Prater. Non per le giostre (anche se la ruota panoramica è un classico intramontabile), ma per i viali alberati che in questo periodo esplodono. È il posto ideale per staccare dal mood “mercatino” e inserire nel feed qualcosa di più naturalistico, magari con una luce calda di fine giornata che rende tutto dorato.

In Alsazia, se hai un’auto, scappa da Colmar per qualche ora e vai a Eguisheim. È un borgo costruito a cerchi concentrici. Camminare lungo le mura mentre i residenti decorano le loro finestre è un’esperienza che ti riconnette con il senso del viaggio. Non c’è la fretta, c’è solo il silenzio e la bellezza di un posto che sembra essersi fermato al Medioevo, ma con i fiori freschi.

Dove alloggiare per non rovinarsi la vista

Se vuoi che il tuo viaggio sia coerente, l’alloggio deve avere carattere. Cercare un hotel con vista a Praga o un B&B tipico in Alsazia fa tutta la differenza se vuoi produrre contenuti originali anche nei momenti di relax.

A Praga punta su Malá Strana. È la parte “sotto” il castello. Ci sono piccoli hotel ricavati in case del ‘600 dove le scale scricchiolano e le finestre affacciano su giardini segreti. Svegliarsi lì, con il suono delle campane e l’odore del pane fresco, ti mette nel mood giusto per scattare.

A Vienna, se vuoi sentirti parte della storia, cerca nel settimo distretto (Neubau). È la zona dei creativi, piena di gallerie d’arte, caffè indipendenti e boutique hotel che non sanno cosa sia la banalità. Qui ogni angolo, anche della tua stanza, può diventare uno sfondo per una foto.

A Colmar, dimentica le catene internazionali. Cerca una vecchia casa alsaziana trasformata in B&B. Legno a vista, colazioni che sembrano dei banchetti fiamminghi e quella sensazione di essere ospite di una adorabile zia magari un po’ eccentrica.

Il gusto della Pasqua: cibo che non è solo buono

Parliamo seriamente: si viaggia anche per mangiare. E la Pasqua europea ha dei piatti che sono un no secco alla moderazione ma una gioia per gli occhi.

In Repubblica Ceca non puoi ignorare il Mazanec. È questa pagnotta dolce, lucida, cosparsa di mandorle. Se lo tagli a metà e lo fotografi con la luce che entra di taglio, hai l’immagine perfetta del comfort food. E poi c’è il Beránek, l’agnello fatto di pan di spagna: un po’ kitsch, forse, ma fa parte del gioco.

A Vienna, entrare da Demel a Pasqua è come entrare nel caveau di una banca, ma pieno di cioccolato. Le vetrine sono installazioni artistiche. Le uova di cioccolato decorate con violette candite sono quasi troppo belle per essere mangiate. Quasi. Una foto alla fetta di Sachertorte con il suo marchio di cioccolato è un clichè, certo, ma è un clichè che funziona sempre.

In Alsazia, invece, devi cercare l’Osterlammele. È questo agnellino di pasta biscotto cotto in uno stampo di terracotta e ricoperto di zucchero a velo. È l’emblema della Pasqua alsaziana. Mettilo su un tavolo di legno, aggiungi una tazza di caffè e un mazzo di tulipani, e hai creato un contenuto che trasuda casa, calore e primavera.

 



Di