Besalú, il borgo medievale che non ti aspetti
Besalú, in Catalogna, è uno di quei paesi che rischiano di essere liquidati troppo in fretta, arrivi e ti aspetti di vedere ‘’solo’’ il celebre Pont Vell, quello che hai già incontrato decine di volte nelle fotografie, lo attraversi e pensi di aver capito tutto poi entri nel borgo e cambia la storia.
Perché il borgo medievale di Besalú non è soltanto il suo ponte: sono i vicoli di pietra, le scale che compaiono quando meno te le aspetti, le piccole piazze, le chiese romaniche e soprattutto le tracce di una comunità ebraica che per secoli ha fatto parte della vita della città. Non a caso Besalú è stata dichiarata complesso storico-artistico già nel 1966 e forse è proprio questo il bello: il Pont Vell è l’immagine che conoscono tutti, ma basta superarlo per iniziare a scoprire una Besalú molto più interessante, fatta di dettagli, angoli nascosti e prospettive che cambiano continuamente.
Cosa vedere a Besalú: dal Pont Vell al centro storico
Il primo incontro è inevitabilmente con il Pont Vell, il ponte medievale sul fiume Fluvià e simbolo di Besalú, con la caratteristica torre che domina il passaggio è uno di quei luoghi che dal vivo riconosci immediatamente dalle fotografie. E qui arriva uno dei primi punti da segnare tra i postinstagrammabili: attraversate il ponte partendo da Carrer del Pont Vell e, una volta arrivati verso il borgo, fermatevi e guardate indietro perché la sequenza di archi, la torre e le case medievali creano una delle immagini più riconoscibili di Besalú.
Ma non fermatevi al ponte, appena oltrepassato il Pont Vell comincia quella parte di Besalú che mi piace di più, perché il paese smette di essere una fotografia famosa e diventa un posto da attraversare senza sapere esattamente cosa troverete dietro la prossima curva.
Il quartiere ebraico di Besalú e il mikveh
Nel cuore del centro storico si trova Plaça dels Jueus, legata alla storia della comunità ebraica di Besalú. Sotto la piazza è conservato il mikveh medievale, un bagno rituale ebraico in stile romanico, una presenza sorprendente in un borgo che siamo abituati ad associare soprattutto al Pont Vell e alle architetture medievali. Qui la storia diventa improvvisamente concreta: il mikveh, la sinagoga, gli spazi della comunità e le strade che ancora oggi attraversano il quartiere raccontano una Besalú molto diversa da quella della cartolina.
E qui c’è un altro punto da segnare tra i postinstagrammabili: le scalinate e i passaggi che si aprono attorno a Plaça dels Jueus, soprattutto quando ci si addentra nella parte più raccolta del quartiere. Pietra, archi, muri irregolari e cambi di livello fanno cambiare continuamente la prospettiva e, spesso, la fotografia più riuscita arriva proprio mentre si sta andando da tutt’altra parte.
Sant Vicenç, Sant Pere e la Vera Creu
Continuando la passeggiata si incontrano alcuni degli edifici religiosi più importanti di Besalú. La chiesa di Sant Vicenç, tra Carrer Ganganell e il centro storico, risale nella forma attuale ai secoli XII e XIII e conserva nella cappella laterale la Vera Creu, insieme alle reliquie di Sant Vicenç; secondo la tradizione, il conte Bernat Tallaferro portò da Roma a Besalú nel 1017 un frammento della Croce. La reliquia fu rubata nel 1899 e il reliquiario è tornato a Besalú nel 2020, nella cappella della chiesa di Sant Vicenç.
Poco distante si trova Sant Pere, l’antica chiesa del monastero benedettino fondato nel 977. Se riuscite a entrare, qui il colpo d’occhio cambia: il deambulatorio e i capitelli scolpiti, con motivi vegetali, animali e scene bibliche, riempiono l’interno di dettagli da guardare da vicino.
Dove mangiare a Besalú: i sapori della Garrotxa
Dopo tutti quei saliscendi, prima o poi bisogna fermarsi a mangiare. E qui Besalú cambia registro: dalle pietre del borgo si passa ai sapori della Garrotxa, una cucina di montagna sostanziosa, fatta di prodotti del territorio e ricette catalane. Nei menu della zona si possono incontrare carn a la brasa, salumi e insaccati artigianali, piatti a base di funghi e preparazioni tradizionali come l‘escudella. Ci sono poi prodotti legati più direttamente alla Garrotxa, come i fesols de Santa Pau e le patate d’Olot, mentre per accompagnare o chiudere il pasto vale la pena guardare anche alla tradizione dei liquori e dei dolci catalani.
I fesols sono uno dei prodotti simbolo della zona, ma la cucina racconta un territorio molto più ampio, quello della Garrotxa, tra boschi, montagne, allevamenti e piccoli paesi. E dopo una giornata passata tra scatti incredibili e la scoperta del borgo, una tavola apparecchiata nel centro storico non è affatto una cattiva idea, si trovano infattidiversi ristoranti, tra cui Restaurant Pont Vell e Restaurant Cúria Reial, entrambi in posizione centrale.
Dormire a Besalú: quando il borgo si svuota
Dormire a Besalú permette di vedere il paese in un momento completamente diverso. Quando arriva la sera e il centro storico si svuota, le strade cambiano faccia, le pietre sembrano assumere un colore diverso e tutto diventa più silenzioso. È probabilmente uno dei motivi migliori per fermarsi almeno una notte, soprattutto se volete vivere Besalú senza la fretta della visita in giornata.
Tra le strutture centrali ci sono Els Jardins de la Martana, vicino al Pont Vell, Hotel Casa Marcial, nel centro storico, e Hotel 3 Arcs, in Carrer Ganganell.
Cosa vedere nei dintorni di Besalú
Besalú si trova nella Garrotxa, quindi fermarsi al solo borgo sarebbe quasi un peccato. Se avete una giornata in più, il paesaggio cambia rapidamente e porta verso altri paesi e scenari completamente diversi. Castellfollit de la Roca è uno dei luoghi più spettacolari della zona: il paese è costruito su una parete di roccia basaltica e visto da lontano sembra quasi sospeso. Poi c’è Santa Pau, altro borgo medievale della Garrotxa, immerso nel paesaggio vulcanico della zona e perfetto per continuare il viaggio dopo Besalú.








