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La Rioja in 3 giorni: itinerario tra Logroño, Haro, bodegas da sogno e tapas spagnole

Vigneti che sembrano dipinti, borghi medievali color miele e calici di vino rosso serviti insieme a tapas che creano una dipendenza piuttosto seria. Benvenuti nella Rioja, una delle regioni più affascinanti della Spagna, dove il vino non è soltanto una tradizione, ma un vero e proprio stile di vita. E no, non bisogna essere sommelier per apprezzarla. Basta amare i viaggi autentici, il buon cibo e quei paesaggi che fanno venire voglia di fermarsi ogni cinque minuti per una fotografia.

Tra Logroño, Haro e le celebri bodegas della Rioja, tre giorni sono perfetti per scoprire il volto più glamour della Spagna del nord. Si passeggia tra vicoli storici, si assaggiano pinchos nei bar frequentati dai locali e si esplorano cantine dove l’architettura contemporanea incontra tradizioni secolari. Un itinerario nella Rioja di 3 giorni che ha tutto: cultura, gusto e una buona dose di slow travel.

La Rioja in 3 giorni

La Rioja, la regione spagnola dove il vino è una lifestyle obsession

Dimenticate per un momento Barcellona e Madrid. La Rioja, nel nord della Spagna, è una destinazione più raccolta, meno frenetica, ma con una personalità decisamente interessante.

Attraversata dal fiume Ebro e circondata da colline coltivate a vite, è famosa per i suoi vini Rioja, soprattutto rossi a base di Tempranillo.

Il paesaggio cambia continuamente: vigneti ordinati, piccoli villaggi arroccati, monasteri e cantine dal design sorprendente.

Il modo migliore per esplorarla? Noleggiare un’auto, scegliendo Logroño come base oppure alternando una notte in città e una tra i vigneti. Per le degustazioni, naturalmente, meglio prevedere un autista o un tour organizzato.

Giorno 1: Logroño, tra centro storico e tapas in Calle Laurel

La prima tappa del viaggio è Logroño, capitale della Rioja, una città vivace che unisce tradizione spagnola e una scena gastronomica irresistibile.

Si comincia dal centro storico, tra piazze, palazzi eleganti e stradine pedonali.

Da non perdere la Concattedrale di Santa María de la Redonda, con le sue torri gemelle, e il Paseo del Espolón, uno degli spazi più piacevoli dove passeggiare.

Ma il vero appuntamento arriva quando si accendono le luci dei locali.

La destinazione è Calle Laurel, la strada più famosa di Logroño per il tapeo, il rituale spagnolo di passare da un bar all’altro assaggiando piccole specialità.

Qui il concetto di cena cambia completamente. Niente tavolo fisso, ma un percorso gastronomico fatto di soste, chiacchiere e calici di vino.

Molti locali sono specializzati in pochi piatti, spesso uno soltanto. E lo preparano benissimo.

Cosa mangiare a Logroño: i pinchos che conquistano al primo morso

Se pensate che le tapas spagnole siano soltanto patatas bravas e tortilla, Logroño vi farà cambiare idea.

Tra gli assaggi più celebri ci sono i champis, funghi grigliati serviti su una fetta di pane, spesso accompagnati da gamberi e salsa all’aglio.

Poi arrivano le crocchette cremose, i peperoni ripieni e i piccoli spiedini di carne.

Per qualcosa di più sostanzioso, ordinate le patatas a la riojana, patate cotte con chorizo e paprika. Comfort food, ma con carattere.

L’abbinamento? Un bicchiere di Rioja Crianza oppure un vino bianco della regione.

E se il programma prevedeva una cena leggera, pazienza. Alcune esperienze gastronomiche meritano di mandare all’aria i buoni propositi.

Giorno 2: Haro e il Barrio de la Estación, il paradiso delle bodegas

Il secondo giorno si parte verso Haro, considerata una delle capitali del vino spagnolo.

Questa cittadina custodisce uno dei luoghi più celebri dell’enoturismo europeo: il Barrio de la Estación, un quartiere nato intorno alla stazione ferroviaria e diventato il cuore della produzione vinicola locale.

Qui si concentra un numero straordinario di cantine storiche.

Tra le bodegas più famose di Haro ci sono La Rioja Alta, CVNE, Muga e López de Heredia, nomi leggendari per gli appassionati.

Visitare queste cantine significa attraversare sale di affinamento, corridoi pieni di botti e ambienti dove il profumo del legno racconta decenni di storia.

Molte propongono visite guidate e degustazioni, da prenotare in anticipo.

Il fascino? Ogni bodega ha una propria identità, tra architettura tradizionale, cortili eleganti e spazi dal gusto contemporaneo.

Una wine experience decisamente chic.

Haro oltre il vino: piazze storiche e aperitivi alla spagnola

Haro, però, non è soltanto cantine.

Il suo centro storico merita una passeggiata tra Plaza de la Paz, palazzi signorili e vicoli che conservano un’atmosfera autentica.

La zona più vivace è la Herradura, un percorso di strade costellate di bar dove assaggiare pinchos e specialità locali.

Qui il ritmo è rilassato e il vino accompagna le conversazioni senza trasformarsi in una cerimonia.

Per il pranzo, vale la pena provare le chuletillas al sarmiento, costolette d’agnello cotte sui tralci di vite.

Una tradizione che unisce due grandi passioni della Rioja: cucina e viticoltura.

Giorno 3: Briones, vigneti panoramici e cultura del vino

L’ultima giornata comincia a Briones, un piccolo borgo medievale immerso tra i vigneti della Rioja Alta.

Case in pietra, vicoli silenziosi e panorami sulle colline rendono questo villaggio una delle tappe più fotogeniche dell’itinerario.

Da visitare la Chiesa di Nuestra Señora de la Asunción, affacciata sulla piazza principale.

Poco fuori dal centro si trova il Museo Vivanco de la Cultura del Vino, dedicato alla storia, all’arte e alle tradizioni legate alla viticoltura.

Un luogo interessante anche per chi non distingue un Tempranillo da un Garnacha.

Tra antichi strumenti, collezioni artistiche e racconti sulla produzione vinicola, il vino diventa una chiave per scoprire la cultura del territorio.

Dove fotografare i paesaggi più belli della Rioja

La Rioja è una destinazione perfetta per gli amanti della fotografia, soprattutto durante la primavera e l’autunno.

I vigneti cambiano colore, le colline si accendono di sfumature dorate e i borghi sembrano sospesi nel tempo.

Tra gli scorci più belli ci sono i panorami intorno a Briones, le strade della Rioja Alta e le distese coltivate che circondano Haro.

Per un itinerario più ampio, si può considerare anche Laguardia, borgo medievale della vicina Rioja Alavesa, nei Paesi Baschi.

Il suo centro fortificato e le vedute sui vigneti regalano fotografie dall’atmosfera cinematografica.

Il consiglio? Cercare la luce del tardo pomeriggio. È il momento in cui la campagna diventa ancora più suggestiva.

La Rioja in 3 giorni: quando andare e come organizzare il viaggio

Il periodo migliore per visitare la Rioja è tra maggio e giugno oppure tra settembre e ottobre, quando i paesaggi sono particolarmente suggestivi.

L’autunno coincide con la stagione della vendemmia, anche se le date cambiano in base all’andamento dell’annata.

Per un weekend lungo, Logroño, Haro e Briones formano un itinerario equilibrato, tra città, cantine e borghi storici.

Il consiglio è prenotare almeno una degustazione importante, lasciando spazio anche agli incontri improvvisati e alle soste gastronomiche.

Perché un viaggio nella Rioja in 3 giorni non è soltanto una vacanza tra vigneti. È un modo diverso di scoprire la Spagna, fatto di piccoli piaceri, tradizioni e panorami che restano impressi.

E se al ritorno la valigia peserà qualche chilo in più per colpa delle bottiglie acquistate, consideratelo un investimento culturale.



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